23 Mar
23Mar


Il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18, denominato “Cura Italia” introduce una serie di misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, per complessivi 25 miliardi.

Vediamo alcuni degli incentivi fiscali pensati a favore di imprese e lavoratori.


Credito di imposta per la sanificazione 

Viene concesso un credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro al fine di incentivare tutti i comportamenti finalizzati a contenere il contagio del virus COVID-19.

Possono usufruirne i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione nella misura del 50% delle spese sostenute. Tali spese riguardano:

  • la sanificazione degli ambienti di lavoro
  • la sanificazione degli strumenti di lavoro

e devono essere sostenute fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario.

Si tratta di una misura temporanea e valida solo per il periodo di imposta 2020.

Le stesse andranno accuratamente documentate tramite fattura e pagando tramite metodi tracciabili come ad esempio bonifico bancario, assegno, carte di debito o di credito.

Si rimane in attesa del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico che, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, stabilirà i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione di tale credito d’imposta.

In attesa di tali specificazioni, per capire quali sono le spese rientranti nel credito d’imposta, si può fare riferimento al “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione  del virus Codiv-19 negli ambienti di lavoro” emesso il 14 marzo 2020.


Incentivi fiscali per le erogazioni liberali

Un altro incentivo a diretto sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 concepito dal Decreto Cura Italia fa riferimento alle erogazioni liberali.

Si tratta di una detrazione IRPEF pari al 30% delle erogazioni liberali (donazioni) in denaro e in natura effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. La detrazione non può superare i 30.000 euro ed i beneficiari della donazione devono essere esclusivamente lo Stato, le regioni, gli enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro.

Per i soggetti titolari di reddito di impresa è prevista la possibilità di dedurre tali erogazioni liberali, senza limiti di importo, se effettuate per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti. Per gli stessi, ai fini IRAP, le erogazioni liberali sono deducibili nell'esercizio in cui sono effettuate.

Per entrambe le tipologie di soggetti l’erogazione deve essere effettuata con mezzi tracciabili, quindi tramite, a titolo esemplificativo e non esaustivo, bonifico bancario o postale, bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.

Inoltre è opportuno conservare, ed esibire in caso di controlli, documentazione dalla quale sia possibile evincere sia il carattere di liberalità, sia il beneficiario dell’erogazione. 

Tali dati devono essere messi in evidenza nella ricevuta del versamento effettuato e nell’estratto conto bancario o postale dal quale si evince l’uscita monetaria.


Credito d’imposta per botteghe e negozi

Il COVID-19 ha creato non pochi danni all’economia reale italiana. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica, è riconosciuto per l’anno 2020 un credito d’imposta del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1, quindi negozi e botteghe.

Viene riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa con espressa esclusione delle attività considerate essenziali ed elencate agli allegati 1 e 2 del DPCM del 11 marzo 2020 (a titolo esemplificativo e non esaustivo: supermercati; commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici; farmacie, lavanderie, servizi di pompe funebri). Dal beneficio sono stati espressamente esclusi i professionisti.

A decorrere dal 25 marzo 2020, il credito di imposta è utilizzabile in compensazione con modello F24 usando il codice tributo 6914 nella sezione “Erario”. Il modello va presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.


Premio ai dipendenti di 100 euro

A favore dei lavoratori dipendenti - che hanno percepito un reddito complessivo da lavoro dipendente nel 2019 di importo non superiore a 40.000 euro - spetta un premio per il mese di marzo 2020 di euro 100.

Tale premio non concorre alla formazione del reddito ed è da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese. Non è spettante per coloro che hanno lavorato in modalità “smart working”.

Viene riconosciuto direttamente dal datore di lavoro a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

 I datori di lavoro potranno “recuperare” il premio attraverso l’istituto della compensazione in modello F24.