23 Mar
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Tra le misure che il Decreto c.d. “Cura Italia” ha previsto per sostenere le imprese da un punto di vista finanziario si può annoverare l’incentivazione alla cessione di crediti faticosamente riscuotibili tramite la trasformazione di attività per imposte anticipate in crediti di imposta facilmente usufruibili.

Se entro il 31 dicembre 2020 una società cede a titolo oneroso i crediti pecuniari (di natura commerciale o finanziaria) vantati nei confronti di debitori inadempienti può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate che aveva stanziato in riferimento a:

  • perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile
  • ACE: il rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta.

Le eccedenze di perdite fiscali e le eccedenze ACE possono essere considerate per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti. I crediti inoltre possono essere considerati per un valore nominale massimo pari a 2 miliardi di euro, determinato tenendo conto anche dei rapporti di controllo tra società.

Possono fruire di questa possibilità tutte le imprese con eccezione di quelle per le quali sia stato accertato lo stato di dissesto o il rischio di dissesto, ovvero lo stato di insolvenza. Altra casistica di esclusione riguarda le cessioni di crediti tra società che sono tra loro legate da rapporti di controllo ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile e alle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.

Quali crediti possono essere ceduti? Si tratta esclusivamente di crediti scaduti da oltre 90 giorni. 

Per la trasformazione non è necessario che le attività per imposte anticipate siano state preventivamente iscritte in bilancio.

La trasformazione in credito d’imposta avviene alla data di efficacia della cessione dei crediti; a decorrere da tale data, il cedente non può più utilizzare le perdite fiscali o le eccedenze Ace relative alle attività per imposte anticipate complessivamente trasformabili in credito d’imposta.

Il credito d’imposta può essere utilizzato, senza limiti di importo, in compensazione tramite F24 oppure può essere ceduto  o, infine, può essere chiesto a rimborso.

Tale credito d’imposta va inserito nella dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito  neanche ai fini IRAP. 

La trasformazione in parola è condizionata all'esercizio, da parte della società cedente, dell'opzione da esercitarsi entro la chiusura dell'esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti. L'opzione ha efficacia a partire dall'esercizio successivo a quello in cui ha effetto la cessione. Essa è irrevocabile e comporta l'obbligo del pagamento di un canone annuo.