30 Apr
30Apr


Con la pubblicazione della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 sulla Gazzetta Ufficiale del 29 aprile  è stato convertito il DL 18/2020 (c.d. “Cura Italia”).

Al Decreto originale sono state apportate alcune modifiche che vedremo di seguito.


Sospensione dei versamenti

In relazione all'art. 61 che prevedeva la sospensione dei versamenti per le categorie maggiormente colpite dalla crisi, sono stati aggiunti gli esercenti di librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite. Tale sospensione opera dal 2 marzo al 30 aprile 2020 e concerne i versamenti delle ritenute alla fonte, trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, contributi previdenziali e assistenziali ed i premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria, oltre che l'IVA in scadenza nel mese di marzo 2020.

Per le librerie tale sospensione ha evidentemente effetto retroattivo, essendo la Legge 27/2020 entrata in vigore il 30 aprile.

A prescindere dal volume dei ricavi e dall'attività esercitata, l'art. 62 consentiva ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa delle cd “zone rosse” di sospendere i versamenti dell'IVA che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020. La conversione in legge ha portato ad una estensione dell'area anche alla Provincia di Brescia, includendo quindi le Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.

Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive professionistiche e dilettantistiche, dopo la conversione, la sospensione fino al 31 maggio 2020 si applica anche ai versamenti IVA, oltre che a quelli, da ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi INAIL.


Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione

La conversione conferma:

  • la sospensione dei termini, scadenti dall’8 marzo al 31 maggio 2020, per il versamento di somme derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi previsti dal DL 78/2010 conv. L.122/2010 (accertamenti esecutivi, accertamenti esecutivi doganali, ingiunzioni fiscali degli enti territoriali, accertamenti esecutivi degli enti locali)

  • il differimento al 31 maggio 2020 del termine per il pagamento delle rate relative alle definizioni agevolate e al saldo e stralcio dei debiti tributari.

Una modifica risiede nella possibilità per i soggetti, persone fisiche e non, che al 21 febbraio 2020 avevano la residenza, la sede legale o operativa nel territorio di uno dei Comuni definite “zone rosse” ed individuati dall'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020 di sospendere tali termini di versamento a partire dalla data del 21 febbraio 2020.


Incentivi fiscali per le erogazioni liberali

Per le erogazioni liberali effettuate nel 2020 per finanziare gli interventi di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sono state confermate le previsioni del Cura Italia apportando alcune modifiche di basso rilievo.

In particolare sono stati aggiunti gli enti religiosi civilmente riconosciuti all'elenco dei soggetti verso i quali deve essere effettuata l'erogazione, in denaro e/o natura. Tale elenco includeva lo Stato, le regioni, gli enti locali territoriali, gli enti o istituzioni pubbliche, le fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro.

Beneficiari sono le persone fisiche e gli enti non commerciali ai quali spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa tali erogazioni sono deducibili dal reddito d'impresa ai fini delle relative imposte se effettuate per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti; i beni ceduti gratuitamente non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa e quindi non si considerano ricavi assoggettati ad imposta; i trasferimenti dei beni non sono soggetti all'imposta sulle donazioni. A fini IRAP, le erogazioni liberali sono deducibili nell'esercizio in cui sono effettuate.


Credito di imposta per la sanificazione

Il credito d’imposta, per l’anno 2020, pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro è stato confermato, sempre nel limite di 20.000 euro per ciascun beneficiario.

Il Decreto Liquidità (DL 23/2020) aveva esteso codesto credito anche all'acquisto di dispositivi di protezione individuale ed ad altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall'esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale. Si trattava in particolare di:

  • mascherine chirurgiche, mascherine Ffp2 e Ffp3

  • guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi

  • tute di protezione e calzari

  • barriere e pannelli protettivi per proteggere i lavoratori

  • detergenti mani e disinfettanti.

Il credito di imposta non è ancora operativo essendo in attesa del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze che disciplinerà criteri, modalità applicative e modalità di fruizione dell'agevolazione.


Credito d’imposta per botteghe e negozi

La conversione ha introdotto alcune previsioni esplicative per quanto concerne il credito d’imposta per botteghe e negozi. Esso rimane pari al 60% del canone di locazione, relativo al mese di marzo, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1, quindi negozi e botteghe.

E' stato precisato che il credito d'imposta, previsto per gli esercenti attività di impresa, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e ai fini Irap.

Inoltre tale credito non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR.