20 May
20May


Un'interessante ricerca condotta dall'ISPEG, l’Istituto  per gli Studi Politici, Economici e Giuridici diretto dall'avvocato Alessandro Parrotta, fa emergere che il 77% delle piccole imprese non fa pianificazione di lungo termine da oltre 5 anni e che il 50% delle imprese familiari non dispone di un piano strategico.

Se da un lato, le PMI italiane risultano essere dotate di maggiore flessibilità per rispondere agli impatti economici derivanti dalla crisi determinata dall'emergenza COVID-19, dall’altro queste realtà devono senz'altro evolvere verso una gestione strategica e organizzativa più strutturata delle proprie attività.

Nei contesti competitivi contemporanei caratterizzati da improvvisi ed inaspettati cambiamenti dell'ambiente esterno, la gestione strategica risulta essere uno strumento necessario alla creazione di valore divenuto ormai imprescindibile soprattutto per le PMI.

La mancanza di un processo di pianificazione strategica, e conseguentemente di un sistema di controllo di gestione che consenta all’impresa verificare tempestivamente il grado di raggiungimento degli obiettivi al fine di individuare altrettanto tempestivamente le migliori azioni correttive, ha un impatto negativo sulle performance economico-finanziarie delle PMI.

Infatti, secondo il rapporto Cerved 2019, le PMI italiane hanno registrato nel 2018 un peggioramento delle performance reddituali consistenti principalmente in un calo dei principali indici di redditività (ROI, ROE, ROA) e una riduzione della produttività con effetti negativi sulla competitività.

E’ verosimile aspettarsi che l’attuale crisi economica generata dall’emergenza COVID-19 accentuerà tale tendenza rendendo i processi di pianificazione e controllo ancora più vitali per la sopravvivenza delle imprese.   

Una gestione economico-finanziaria strutturata delle proprie attività, consistente nell’implementazione di processi di pianificazione strategica e di controllo di gestione, consentirebbe alle PMI italiane di ottenere importanti benefici in termini di produttività, competitività e conseguentemente in termini di performance economico-finanziarie.

La pianificazione strategica consentirebbe all’impresa di generare:

  • Una chiara definizione della mission e della vision dell’impresa
  • Un’analisi approfondita del contesto competitivo in cui l’impresa opera al fine di individuare l’opportunità e le rischi che derivano dall’ambiente esterno
  • Un’analisi critica delle principali risorse (materiali e immateriali), di cui l’impresa dispone e sulle quali gettare le basi per la costruzione di vantaggi competitivi nei confronti dei concorrenti, e dei principali aspetti dell’attività aziendale da migliorare
  • La definizione delle strategie maggiormente profittevoli da porre in essere al fine cogliere le opportunità del mercato sfruttando e valorizzando le risorse di cui l’impresa dispone. Al contempo, sarà necessario definire altresì le migliori strategie da adottare per difendere l’impresa dei rischi che derivano dal mercato
  • La definizione di un sistema coerente di obiettivi (di business, di ricavi, di costi, di efficacia commerciale, di efficienza operativa, di redditività, di gestione del capitale circolante, di investimenti, di costo del capitale, di soddisfazione del cliente, di fedeltà della clientela …) che operi da guida dell’azione quotidiana delle persone che agiscono in azienda
  • La definizione della struttura organizzava da adottare per implementare le strategie. Tale struttura sarà funzione delle caratteristiche dell’impresa e delle strategie che il management avrà deciso di implementare
  • La simulazione di scenari alternativi al fine di:
    • valutare gli impatti economici e finanziari sull’impresa derivanti dalla realizzazione di tali scenari
    • valutare preventivamente le migliori azioni da porre in essere al verificarsi di tali scenari affinchè l’impresa non sia colta impreparata dagli eventi e non si trovi costretta a prendere decisioni fondamentali per la sua sopravvivenza in modo precipitoso e istintivo.

Affinchè il processo di pianificazione strategica non si riveli essere solo un esercizio teorico, non sarà sufficiente semplicemente iniziare ad attuare operativamente le strategie deliberate in sede di pianificazione.

Sarà altresì fondamentale per l’impresa di dotarsi di un sistema di controllo di gestione che consenta al management di monitorare costantemente e tempestivamente l’efficacia e l’efficienza della gestione aziendale. In altri termini, sarà fondamentale per l’impresa dotarsi di uno strumento che le consenta di capire in tempo (e non qualche mese dopo la fine dell’esercizio in sede di redazione del bilancio) il grado di raggiungimento degli obiettivi e soprattutto le cause sottostanti alle differenze che si verificheranno tra ciò che è stato pianificato e ciò che avverrà a consuntivo al fine di individuare le azioni maggiormente profittevoli per raggiungere i target definiti in sede di pianificazione strategica.