25 Sep
25Sep

La Legge di bilancio 2020, con lo scopo di sostenere il processo di transizione digitale delle imprese e di incrementare la spesa in innovazione tecnologica, ha deciso ridefinire gli incentivi fiscali previsti dal Piano nazionale Impresa 4.0.

La nuova disciplina sostituisce i super-ammortamenti e iper-ammortamenti.


Investimenti agevolabili

Il credito di imposta agevola i seguenti investimenti fatti nell'anno 2020:

  • beni materiali strumentali nuovi        
  • beni materiali  “Industria 4.0” di cui all'Allegato A alla L. 232/2016 (già oggetto dell'iper-ammortamento);
  • beni immateriali “Industria 4.0” di cui all'Allegato B alla L. 232/2016 (già oggetto della maggiorazione correlata agli iper-ammortamenti.

Un requisito essenziale che deve appartenere a tutte e tre le categorie è il legame con il territorio dello Stato Italiano. Infatti tali beni devono essere destinati esclusivamente a strutture produttive situate in Italia.

Sono, invece, esclusi dall'agevolazione:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto    
  • i beni con aliquote fiscali di ammortamento inferiori al 6,5%, come gli edifici;    
  • i fabbricati e le costruzioni;   
  • i beni di cui all'Allegato 3 alla L. 208/2015, come gli aerei, il materiale ferroviario, le condutture;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

L'agevolazione spetta per gli investimenti effettuati nel 2020 oppure entro il 30.6.2021 a condizione che, entro la fine del 2020, il venditore accetti l'ordine e che il bene sia stato pagato almeno per il 20% del costo di acquisizione.


Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell'agevolazione tutti i tipi di imprese, incluse quelle in regime forfetario L.190/2014, a condizione che:

  • ci sia il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;  
  • si sia in regola con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Rimangono escluse le imprese che si trovano in fallimento o altre procedure concorsuali e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.


Interconnessione per beni Industria 4.0     

Per la fruizione del credito, in relazione ai beni Industria 4.0, non è sufficiente l’acquisizione e la  messa in funzione di un bene strumentale. E' necessario che il bene oggetto d’investimento soddisfi anche il requisito della c.d. “interconnessione”. Affinché tale requisito possa considerarsi soddisfatto è necessario (e sufficiente) che il bene:

i) scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.);

ii) sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).


La misura del credito

La misura del credito è diversa a seconda del tipo di bene acquistato.

Per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali strumentali nuovi, diversi da quelli "Industria 4.0", il credito d'imposta viene riconosciuto, anche per i professionisti, nella misura del 6% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Per gli investimenti in beni materiali "Industria 4.0" elencati nell'Allegato A alla L. 232/2016, il credito d'imposta è riconosciuto, solo alle imprese  e non ai professionisti, nella misura del:

  1. 40% per la quota di  investimenti fino a 2,5 milioni di euro;    
  2. 20% per gli  investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro.

Per gli investimenti in beni immateriali "Industria 4.0" compresi nell'Allegato B alla L. 232/2016, il credito d'imposta è riconosciuto, solo alle imprese  e non ai professionisti, nella misura del 15% del costo e nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000,00 euro.


Utilizzo del credito

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24.

Spetta per i beni materiali (sia "ordinari" che "4.0") in 5 quote annuali di pari importo, mentre per gli investimenti in beni immateriali in 3 quote annuali.

Nel caso degli investimenti in beni materiali "ordinari" è utilizzabile a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti nei beni "Industria 4.0" a decorrere dall'anno successivo a quello dell'avvenuta interconnessione.

Nell'ipotesi di acquisto di un bene strumentale nuovo (non in regime di Industria 4.0) che entra in funzione nel 2020, il credito d'imposta sarà utilizzabile dal 2021 in 5 quote annuali di pari importo (1/5 all'anno).


Documentazione

I soggetti che si avvalgono del credito d'imposta sono tenuti a mettere in atto alcuni adempimenti per evitare sanzioni e per evitare che il credito venga disconosciuto.

Le fatture e tutti i documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono contenere l'espresso riferimento alla legge di bilancio 2020 riportando la dicitura “Bene agevolabile ai sensi dell'art. 1 co. 184 - 194 della L. 160/2019".

Inoltre per gli investimenti in beni dell'Industria 4.0, l'impresa beneficiaria deve essere in possesso di una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

Se invece i beni sono di costo unitario non superiore a 300.000 euro, sarà sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del DPR 445/2000.

Sempre per i beni Industria 4.0 vige l'obbligo di effettuare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico.  Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale.